Il restyling dello studio di “Di Martedì”: quando la funzionalità incontra l’eleganza televisiva

Quando nel settembre 2014 Giovanni Floris debuttò su La7 con “Di Martedì”, il pubblico notò subito una cosa: lo studio era diverso. Non era il classico talk show politico con scrivanie rigide e luci fredde. Era uno spazio moderno, dinamico, quasi “teatrale”, capace di ospitare dibattito, ospiti e approfondimenti in un ambiente fluido e immersivo. Dietro questa rivoluzione visiva c’è una storia di progettazione attenta, realizzata in tempi rapidi e con un obiettivo chiaro: creare un’arena del confronto contemporaneo.

La scenografia originale del programma è firmata da Marco Calzavara, uno dei più apprezzati scenografi italiani del panorama televisivo. Calzavara, che aveva già lavorato a importanti produzioni di intrattenimento, ricevette l’incarico direttamente dalla direzione di La7 per la prima edizione. I lavori di realizzazione partirono nell’estate 2014 negli Studios ex De Paolis (oggi ElioStudio) di via Tiburtina 521 a Roma, storico polo produttivo della capitale.

La costruzione dello studio fu documentata in una celebre fotosequenza pubblicata proprio da La7 il 17 settembre 2014, titolata “Dal primo incastro alla messa in onda: lo studio di Di Martedì”. In quelle immagini si vedeva l’evoluzione del set dal grezzo al finito: l’assemblaggio delle strutture modulari, l’installazione dei grandi ledwall curvi, la disposizione dell’arena centrale. Il concept era ambizioso: uno spazio a 360 gradi, con il pubblico disposto intorno al palco, come in un’arena antica ma con tecnologia del XXI secolo. Questo formato permetteva di catturare reazioni, sguardi e dinamiche di gruppo in modo naturale, rendendo il dibattito più vivo e televisivo.

Il design firmato da Calzavara si caratterizza per linee pulite, materiali moderni (acciaio, vetro, pannelli led di grande formato) e una palette di colori sobria ma elegante: toni di grigio, blu scuro e tocchi di bianco che trasmettono autorevolezza senza risultare freddi. L’illuminazione, curata da Andrea Rocchi (programmatore luci) e dal direttore della fotografia Mauro Ricci, gioca un ruolo fondamentale: luci calde sui volti degli ospiti, spot dinamici sull’arena e un’illuminazione diffusa che evita ombre nette, tipiche dei vecchi studi politici.

Nel 2015, per la seconda stagione, arrivò un primo importante restyling. La direzione di La7 volle aggiornare sigla e studio per renderli ancora più attuali. Marco Calzavara intervenne nuovamente, affinando alcuni dettagli: furono potenziati i sistemi di proiezione, migliorata l’acustica dell’arena centrale e introdotti nuovi elementi grafici più fluidi. Fu in quell’occasione che lo studio assunse la forma definitiva che ancora oggi riconosciamo: un ambiente più “ibrido”, capace di passare senza soluzione di continuità dall’approfondimento politico al confronto culturale e sociale.

Negli anni successivi (dal 2016 al 2026) non si è registrato un vero e proprio “grande rinnovo” della scenografia, ma piuttosto una serie di aggiornamenti tecnologici mirati. Il set è stato progressivamente adattato alle esigenze di produzione: integrazione di schermi 4K e 8K, sistemi di realtà aumentata per grafiche in sovrimpressione, ottimizzazione degli spazi per le telecamere robotiche e per il pubblico in studio (che può arrivare fino a 150-200 persone). Questi interventi sono stati coordinati sempre dal team di Marco Calzavara in collaborazione con la produzione esecutiva di La7.

Oggi lo studio di “Di Martedì” rimane uno degli esempi più riusciti di design televisivo italiano degli ultimi dieci anni. Non è solo uno sfondo: è un vero e proprio personaggio della trasmissione. L’arena centrale permette a Floris di muoversi liberamente tra gli ospiti, creando un senso di prossimità con il telespettatore. I ledwall curvi proiettano mappe, dati e immagini in tempo reale, trasformando il dibattito in un’esperienza visiva immersiva. La disposizione del pubblico intorno al palco rende ogni puntata simile a un evento live, dove le reazioni degli spettatori in sala diventano parte integrante del racconto.

Marco Calzavara ha dichiarato in diverse interviste che il segreto del successo dello studio sta nella sua flessibilità: uno spazio pensato per durare nel tempo, facilmente aggiornabile senza stravolgimenti radicali. Questo approccio ha permesso a “Di Martedì” di mantenere una forte identità visiva pur evolvendo con le tecnologie e con i linguaggi televisivi.

In un’epoca in cui molti talk show puntano su set sempre più spettacolari e costosi, lo studio di “Di Martedì” dimostra che eleganza, funzionalità e intelligenza progettuale possono convivere senza eccessi. È il risultato di una collaborazione felice tra un grande scenografo come Calzavara, la direzione artistica di La7 e la visione di Giovanni Floris, che ha sempre voluto uno spazio “al servizio della parola” e non viceversa.

A dodici anni dal debutto, lo studio continua a essere un punto di riferimento per il giornalismo televisivo italiano: moderno senza essere effimero, autorevole senza essere rigido, accogliente senza essere banale. Un esempio perfetto di come un buon design possa diventare parte integrante del successo di un programma.

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